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Il bello salverà Crespina D’Addona: «Riqualificare un territorio cresciuto male»
Si potrà costruire ma non sui crinali o nel fondo valle Solo interventi di qualità perché abitare qui dovrà essere una scelta ANDREAS QUIRICI
CRESPINA. «Il bello ci salverà» è la frase di Dostoevskij citata nelle linee guida del piano strutturale di Crespina, che sarà presentato martedì prossimo alle 21 alla cittadinanza nella sala consiliare del municipio e che cercherà, appunto, di riqualificare un territorio cresciuto non troppo bene, secondo quanto spiegato dal sindaco Thomas D’Addona. Un piano votato al bello e alla sostenibilità, che si propone d’incrementare il numero di abitanti (dai 1.500 ai 2mila nei prossimi 20 anni), di cucire le varie aree abitative del comune, che attualmente sono scollegate fra loro, e di mettere a disposizione dei privati tra i 100 e i 150 milioni di possibilità d’investimento (considerando le 500 nuove unità abitative che sarà possibile costruire), oltre a una cifra compresa fra i 20 e i 25 milioni di euro di appalti pubblici. «Sostenibilità è la parola chiave - hanno detto il consulente esterno Paolo Bozzi e Stefano Galletti, responsabile dell’area tecnica - per inquadrare l’idea di sviluppo che vorremmo mettere in pratica. Non si tratta solo di rispetto dell’ambiente, ma anche del paesaggio. Vogliamo dare un nuovo senso all’urbanistica, sia sulle finalità che nelle modalità». L’elemento nuovo sarà la presentazione della bozza planivolumetrica che potrà essere valutata rispetto al contesto ambientale quando si elabora un progetto edilizio. Servirà per effettuare variazioni in corso d’opera e non alla fine dei lavori di progettazione, evitando così perdite di tempo. Altra novità sarà la possibilità di costruire a Crespina. «Non sui crinali - dice il sindaco - e nemmeno a fondo valle. Dovranno essere interventi di qualità, perché abitare a Crespina dovrà essere una scelta di vita per persone disposte a qualche rinuncia a livello di comodità e di servizi, ma che faccia apprezzare loro la bellezza di questa terra». Quello che i tecnici cercheranno di evitare sarà, in linea generale e nel capoluogo in particolare, di autorizzare lottizzazioni di grandi dimensioni. «Non vogliamo creare dormitori», dice D’Addona, che ha presentato il piano strutturale insieme agli assessori Massimiliano Vannini e Sergio Tognoni, oltre al responsabile ufficio urbanistica ed edilizia Luca Melai. E aggiunge «È indubbio che abbiamo bisogno di dotare il comune di nuovi alloggi. Del resto con i 500 nuovi posti di lavoro creati dall’outlet ci sarà qualcuno che vorrà trasferirsi dalle nostre parti». Nel piano strutturale anche il terreno per una nuova scuola, «perché se anche ci fosse a disposizione il denaro per costruirne una, non ci sarebbe l’edificabilità» ha sottolineato il sindaco. Previsto anche il piano di gestione delle energie rinnovabili. Martedì, dunque, la fase preliminare, dopo due mesi quella intermedia e prima dell’estate l’adozione, con i cittadini, ma anche i professionisti e le associazioni che potranno proporre idee. Dopo l’adozione, 60 giorni per le osservazioni, la loro analisi e valutazione e a ottobre l’approvazione, con il regolamento urbanistico che verrà stilato quasi in contemporanea per uno sviluppo sostenibile, ma anche omogeneo.
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